2 Mar 2016
URGE, la vastità di Bergonzoni dal 3 marzo al cinema
di Sabrina Sciabica (AG. RF. 02.03.2016)
(riverflash) – È “Dedicato a tutti quelli che si chiedono” URGE, il film di e con Alessandro Bergonzoni in uscita nelle sale italiane dal 3 marzo.
URGE nasce come spettacolo teatrale e da diversi anni gira l’Italia con grande successo. Si tratta di un lungo monologo che comincia con la comicità più spontanea e, allo stesso tempo, sofisticata dei giochi di parole, nello stile tipico del comico.
Si ride già dai primi secondi, nella descrizione di un sogno assai strano e, poco dopo, nel tentativo di interpretare il sogno stesso con una serie di simbologie comuni ma mai troppo scontate. Per dare un’idea, c’è la figura mitologica mezzo ussaro e mezzo mamma e il tarallo di Troia e il supereroe accidioso Ciabattaman.
Si passa, poi, al tema centrale della serata: la vastità. A tal proposito Bergonzoni recita che “Urge grandezza, non mania di grandezza. Urge andare dentro. Andare oltre. Urge altro. Urge fantasia. Urge far voto di vastità…e che nessun dogma!”
E così ci spiega questo concetto astratto anche con esempi (più o meno) concreti, sempre alla sua maniera: vastità “intesa come un filo intermentale”, come voglia di agire, di osare. Tutto ciò è necessario perché, sottolinea, non esiste soltanto il materiale, il sensibile e il tangibile, ma molto di più cioè “l’incommensurabile, l’invisibile, l’incredibile, l’onirico”.
Si continua a ridere per tutta la durata della pellicola, anche se l’elemento più sorprendente del comico italiano non è la risata (molto apprezzata, mai scontata o volgare) bensì la voglia di stimolare il pubblico. E sì, perché nonostante l’aspetto ludico di un narratore instancabile che gioca con l’enorme vocabolario della lingua italiana, Bergonzoni ha il fine più alto di spingerci a riflettere, a indagare, a scoprire.
Ci tiene a dare il suo messaggio chiaro e preciso: lottare contro l’ignoranza (che, come il biadesivo è pericolosa perché attacca da tutte le parti), contro i paraocchi. “Io sono per la chirurgia etica, cioè rifacciamoci il Senno!”
Esilarante, ironico, allegro, scanzonato, Alessandro Bergonzoni filosofeggia, sbeffeggia, vola con la fantasia, dimostrando di essere colto e profondo.
Urge rispolverare le meraviglie del lessico italiano, urge abbattere ogni tipo di preconcetto, urge risvegliare i cervelli assopiti – anche da programmi televisivi deludenti e fatti con lo stampino.
E il pubblico si ritrova coinvolto in ogni espressione di questo uomo folle e geniale, energico e profetico, compresa la metafora di una frase salva-vita che ognuno di noi deve cercare, come se fosse una luce-guida, una passione, qualcosa in cui credere.
Senza esplicitare troppo l’ ultimo aneddoto termina il film, in modo che lo spettatore impari, anche, ad interpretare autonomamente, in quella sconfinata libertà che soltanto la cultura può garantire.
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Ylenia dice:
Pubblicato il 02-03-2016 alle 14:02
Un film intrigante e insospettabilmente intelligente! Grazie per l’illuminante recensione. Andrò a vederlo.