23 Giu 2013
LA CONSERVAZIONE CHIMICA DEGLI ALIMENTI >>
(riverflash) – I prodotti alimentari sono deperibili, si alterano facilmente.
Le modificazioni fisiche si traducono in un essiccamento e un avvizzimento dovuto all’evaporazione dell’acqua e si osserva soprattutto con la frutta, la verdura ed il pane. Queste modificazioni chimiche sono dovute all’attività di alcuni enzimi. I frutti diventano troppo maturi ed i grassi irrancidiscono, tali processi causano spesso un’alterazione del colore e del sapore degli alimenti.
Le alterazioni degli alimenti comprendono la fermentazione ed il deterioramento e sono dovute all’azione di batteri, di muffe e di lieviti. Per conservare i prodotti alimentari, è necessario prevenire l’azione di alcuni enzimi ed eliminare i microrganismi. A tal fine si ricorre all’essiccazione, alla sterilizzazione ed alla salatura.
Esistono inoltre agenti di conservazione chimica. La conservazione chimica degli alimenti comporta però l’aggiunta di alcune sostanze. Esistono prodotti naturali come lo zucchero, il sale, il grasso, l’alcol, il fumo o la salamoia.
La produzione industriale ricorre anche agli aminoacidi e agli acidi formico, propionico e sorbico. In totale sono disponibili 30 conservanti chimici diversi, tra cui antiossidanti e sostanze antibatteriche e antilieviti.
I conservanti chimici possono essere utilizzati soltanto previa autorizzazione ufficiale che certifichi la loro innocuità. Ma su questo argomento nemmeno gli esperti sono unanimi di conseguenza, consumare alimenti freschi è sempre meglio!
I detrattori dei conservanti chimici pensano che, poiché queste sostanze uccidono piccoli organismi viventi, sono nocive anche per l’uomo. I sostenitori asseriscono invece che lo sviluppo batterico ha effetti ancora più nocivi per la salute. I conservanti chimici hanno comunque consentito di annullare il rischio di carestie nei paesi industrializzati, perché hanno reso possibile diluire nel tempo la distribuzione dei cibi e ridurre le perdite.
di Lauretta Franchini (AG.RF.23.06.2013)